OGNI BAMBINO è UN’OPERA D’ARTE

Mi piacerebbe partire con una domanda: quanti e quali colori si possono mescolare per creare la tua opera d’arte?

È probabile che a questa domanda, corrispondano infinite risposte. Fin da piccini ci insegnano che esistono colori diversi che con il tempo impariamo a riconoscerli, ad usarli e a individuare le diverse sfumature.

Ecco avere a che fare con un bambino è come immergersi in un modo di colori.

Ognuno di noi nasce con un proprio temperamento. Il temperamento etimologicamente è un termine che deriva dal latino temperāre, cioè “mescolare”, è il risultato di aspetti sia fisici che psichici, che determinano pian piano l’insieme delle caratteristiche che ci accomunano o che ci differenziano dagli altri.

Le prime considerazioni sul temperamento risalgono ad Ippocrate, fautore della teoria umorale, che a partire dall’idea del filosofo Empedocle secondo cui il mondo è costituito da quattro elementi primari: Fuoco, Aria, Terra, Acqua, descrisse i quattro umori del corpo umano (bile, sangue, bile nera, linfa). Secondo Ippocatre il corpo umano sarebbe formato dall’unione dei quattro elementi e dalla qualità di ognuno di essi. Quando questi si manifestano nell’essere umano, diventano temperamenti, inoltre la predisposizione all’eccesso di uno dei quattro umori definirebbe un “carattere psicologico”.

Potremmo considerare il temperamento come : “insieme di disposizioni comportamentali presenti sin dalla nascita le cui caratteristiche definiscono le differenze individuali nella risposta all’ambiente. Il temperamento riflette dunque una variabilità biologica” (Lingiardi, 1996) . Ogni neonato reagisce agli stimoli in maniera differente, ad esempio tenderà ad ignorare alcuni di essi e al contempo ne sarà attratto da altri, l’intensità e la frequenza delle risposte definiscono il temperamento di quel bambino/a. Già dai primissimi giorni di vita,  ci potremmo  trovare di fronte a un bambino/a  dal temperamento difficile o comunque complesso che ad esempio tenderà a irritarsi più facilmente, che farà fatica ad acquisire abitudini e routine. Oppure bambini/e che si adatteranno in modo più semplice ai cambiamenti, che acquisiranno buone abitudini con non troppa fatica sia da parte loro che dei loro genitori. E ancora bambini/e che saranno meno recettivi agli stimoli ambientali e dunque risulteranno capaci di adattarsi con estrema facilità ai cambiamenti, sono bambini che tendenzialmente mostreranno una certa indifferenza verso ciò che li circonda. Così come bambini con temperamenti misti, con caratteristiche che si alterneranno tra quelle individuate. Di fatto non abbiamo un prototipo assoluto, è molto variabile in funzione anche dell’esposizione all’ambiente circostante. Tuttavia riconoscere caratteristiche predominati consentirà al genitore di capire meglio il proprio bambino/a e imparare a rapportarsi con lui/lei sulla base delle peculiarità del suo temperamento.  È un po’ come cimentarsi  con i colori primari, conoscerli per poi mescolarli e scoprire nuove sfumature. Come fosse una magia fatta di incontri e nuove conquiste … un caro amico e giovane genitore una volta mi rappresentò magnificamente la magia di questi incontri : “avere a che fare con un bambino … con tuo figlio … comporta che non sai mai cosa può aspettarti. Nulla è scontato, ciò che va bene per te con gli occhi e pensiero di un adulto, non va più bene per  lui. Bisogna pensare e guardare in modo diverso e ogni giorno sarà nuovo ”. Questa riflessione porta con sé l’amore di un padre che mescola in un modo del tutto nuovo i suoi “colori emotivi” e lo fa mescolandosi a quelli del figlio nell’ imprevedibilità del risultato finale.

Tutti i bambini hanno i loro “colori primari”, è da lì che iniziano a dare forma e colore alla loro vita ma è l’adulto genitore, l’adulto educatore che insieme ne apprezza l’enorme potenzialità e ne guida l’uso in modo sapiente. Cosicché  quel figlio/a possa diventare grande ed essere in grado di affrontare il mondo, avendo acquisito il giusto bagaglio interno utile a districarsi nelle contraddizioni e paradossi della vita. Questo sarà possibile solo grazie ad un lungo lavoro di scambio tra un genitore e un figlio. Essa è una delle grandi sfide e responsabilità  della genitorialità, un compito tanto arduo quanto necessario.

Dott.ssa Valentina Valletta

Autore dell'articolo: dott.ssa Valentina Valletta

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