IL SONNO NEI BAMBINI

La gestione del sonno dei bambini e i loro risvegli sono uno dei servizi di cui mi occupo.

La nanna è una tra le routine più gettonate tra i genitori, soprattutto tra i neo genitori. La messa a letto è un momento molto delicato della giornata, è una condizione che risente di diverse variabili a partire dal temperamento del bambino, dal modo in cui si relaziona con i genitori, da come questi ultimi rispondono ai momenti di difficoltà legati alla routine della messa a letto,  quali abitudini essi sono soliti impostare in relazione a tale situazione. Per l’appunto le abitudini sono condizione essenziale durante la crescita, lo sono ancora di più in tale momento della giornata. Anche la fascia d’età ha un ruolo importante a partire dal neonato fino ai 7-8 anni.

Non tutti i genitori sono pienamente consapevoli che il sonno di un bambino, in particolare di un neonato,  è profondamente diverso da quello di un adulto e che al pari di altre attività anche il sonno va “insegnato” al bambino così come si insegna a mangiare, camminare, parlare. Potremmo dire che il bambino va aiutato ad autoregolarsi rispetto al sonno. Ovvero l’adulto di riferimento deve aiutare pian piano il proprio piccolo ad acquisire le sue autonomie, ma non prima di aver compreso che soprattutto all’inizio la variabile tempo è fondamentale.

Ci vuole tempo, pazienza e fatica a gestire un piccolo sconosciuto, bisogna imparare a conoscerlo e comprendere che quello che per noi è scontato e automatico per lui non lo è affatto. Alcuni genitori si chiedono come è possibile che si svegli tanto spesso, che passino notti insonni, che più è stanco e più fa fatica ad addormentarsi ?

Queste come tante altre domande sono spaccati di vita quotidiana che ci danno la misura del fatto che spesso l’adulto non sa proprio come porsi nei confronti di un bambino, ancor di più se è un neonato.

 Il sonno del bambino è soggetto a numerose variabili contestuali,  soggettive, relazionali che tendo a cambiare nel corso dello sviluppo da quando nasce fino ad almeno 8 anni d’età, in questa finestra temporale è importante comprendere che all’inizio i cicli di sonno si differenziano da  quelli dell’adulto in quanto sono più brevi  e come suggerisce la Pantley  tutti i bambini sperimentano i risvegli brevi notturni la differenza tra quelli che riescono a riaddormentarsi  e quelli che fanno fatica è che quest’ultimi sentono l’esigenza di coinvolgere i genitori a ogni risveglio. Nel senso, sostiene la Pantley, che è del tutto naturale e fisiologico solo che il bambino, a differenza dell’adulto a cui succede ugualmente di avere risvegli notturni anche se meno frequenti del bambino, non sa come fare per riaddormentarsi .

Di certo ci vorrebbe una trattazione lunga e dettagliata per affrontare ampiamente tale tematica, considerato la sua mutevolezza in base al tipo di bambino, al genitore e all’età del piccolo. Al contempo è importante avere chiaro che questo è un momento molto delicato della giornata e che va conosciuto per poi poterlo gestire in modo meno complesso e difficoltoso, che esistono delle strategie per  poterlo affrontare.  Ecco perché aiuto i genitori  a individuare un  modo per  rendere meno faticoso il momento del sonno e dei risvegli notturni,  sia del bambino sia dell’adulto.  

Alcune pratiche indicazioni:                                                              

  • Osserva e conosci il tuo bambino.
  • Istaura una buona relazione con il tuo piccolo, affinchè si senta sicuro e protetto.
  • Entrambi i genitori devono collaborare.
  • Imposta una routine serale pre-nanna ed una per la nanna.
  • Individua il luogo della nanna.
  • Attenzioni alle variabili esterne: iniziare a impostare la routine quando siete in un periodo tranquillo in cui tempi e esigenze familiari possono essere rispettate, assicuratevi che il bambino non abbia fastidi fisici.

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Autore dell'articolo: dott.ssa Valentina Valletta

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